(a cura di Alessia De Pascali)

La colonna votiva di S. Anna, dedicata alla santa protettrice del nostro paese, fu realizzata alla fine del XVIII secolo, così come attesta la data in numeri romani incisa: A. MDCCLXXXI S. (1781), il che coinciderebbe con il secolo esatto dalla costruzione della Chiesa di S. Anna, posta frontalmente ad essa.

La guglia, impostata su una pianta di forma ottagonale, ha un’altezza complessiva di mt. 17.20 ed è costruita totalmente in pietra leccese e decorata con cartigli, scudi, stemmi e statue a tutto tondo dallo stile tardo barocco; elementi suddivisi tra le varie sezioni in cui può essere suddivisa la colonna stessa.

Tre scalini intorno al basamento portano sullo stilobate da cui ha inizio il primo corpo curvo, a forma di conchiglia, che viene congiunto con il registro superiore, anch’esso a pianta ottagonale.

Nel secondo registro, sui quattro lati, sono state scolpite alcuni ornamenti a forma di conchiglia rovesciata o di scudo, mentre gli altri quattro lati sono occupati dalle statue lapidee poggiate su una mensola intagliata a foglie d’acanto raffiguranti: S. Giuseppe Patriarca (posizionato sulla mensola a Sud) con il Bambin Gesù tra le braccia, S. Paolo (sulla mensola ad Est) raffigurato mentre impugna la spada simbolo della Parola di Dio, e i santi Patroni di Lecce S. Oronzo (posto sulla mensola a Nord, in direzione di Lecce) rappresentato con i paramenti e la mitria episcopale e la mano destra benedicente (tale gesto, però, non è più riscontrabile a causa della mancanza dell’arto superiore) ed, infine S. Irene (sulla mensola ad Ovest) con in mano una palma, iconografia del suo martirio.

Nel registro architettonico superiore vi sono due tipi di decorazione che si alternano: lo stemma civico del Comune di Vernole rappresentato da un albero di ulivo da cui spicca il volo una colomba (o, più probabilmente, l’uccello chiamato vernòla) sovrastato da una corona e poi un cartiglio senza alcuna incisione.

La colonna termina, con l’ultimo registro, a forma di cuspide rigonfia con decorazione a fiori d’acanto che va stringersi sotto il basamento decorato con volute ioniche su cui è collocata la statua di S. Anna con la figlia Maria, ancora fanciulla, colte nel momento in cui la madre ha il libro delle Sacre Scritture aperto sulla pagina con su scritto ‹‹Dio è all’inizio dei secoli e (principio) di tutte le cose››.

La testa originale di S. Anna purtroppo è andata perduta: nei primi anni ottanta del secolo scorso fu trovata a terra completamente in frantumi. Il lavoro di scolpirne una tale e quale fu affidato a Raffaele Baglivi.

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