Mt 17, 1ss

 

Sei giorni dopo l’annuncio della sua Passione e il duro rimprovero a Pietro che aveva protestato, Gesù prende con sé lo stesso Pietro, con Giacomo e Giovanni, e li conduce su un alto monte.

Per aiutarli a comprendere le sue misteriose parole, Gesù fa loro dono di una visione.

 Quando sono sul monte, il volto di Gesù diventa radioso come il sole e le sue vesti diventano bianche come la luce: il sole e la luce di cui Gesù è rivestito manifestano la realtà divina che è presente in Lui.

Accanto a Gesù i discepoli vedono Mosè ed Elia, mediatori e simboli dell’antica alleanza: essi parlano con Gesù della realizzazione della Promessa antica.

 Pietro si offre per costruire tre tende, una per Gesù, una per Mosè e una per Elia: nel suo proposito riemerge la tentazione del messianismo politico, il tentativo di impedire a Gesù di scendere dal monte.

Ma al posto delle tende che egli vorrebbe costruire, sopraggiunge una nube luminosa, segno della presenza di Dio. La nube copre i discepoli, quasi a indicare che non c’è bisogno delle tende ora che la gloria di Dio si è manifestata.

La voce di Pietro lascia il posto ad una voce che viene dal cielo: Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo.

Come quella del Battesimo, anche questa voce mette insieme varie voci dell’Antico testamento, per indicare che Gesù è il Messia, il nuovo Isacco, il vero Servo del Signore, il nuovo Mosè che bisogna ascoltare.

L’invito ad ascoltare Gesù è un invito a seguirlo fino alla croce.

 All’udire la voce, i discepoli cadono a terra, letteralmente: perdono la faccia, perché non si aspettavano che fosse Lui il Profeta simile a Mosè che il Signore doveva suscitare.

Gesù si avvicina, li tocca, li consola.

Alla fine i discepoli vedono Lui solo, unico mediatore del Padre.

Finita la visione, essi discendono dal monte e Gesù raccomanda loro di non parlare finché il Figlio dell’Uomo non sarà risorto dai morti.

 Fino a questa visione, Pietro non riusciva a comprendere ed accettare le sofferenze del Cristo.

La Trasfigurazione gli fa scoprire che la Passione e la morte di Gesù non sono una sconfitta definitiva: sono una tappa del suo cammino verso il Padre.

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