Carissimi,

ora che è passata la cosiddetta ‘fase uno’, sento il bisogno di scrivervi.

Scrivere a voi è come scrivere a me stesso, mi aiuta a guardare meglio nel groviglio delle emozioni che hanno segnato queste nostre ultime otto settimane.

Fiducia, disillusione, responsabilità: la nostra vita è cambiata in poche ore, ma abbiamo saputocambiare, con la nostra intelligenza emotiva, con la nostra proverbiale capacità di arrangiarci, con l’empatia e la generosità che portiamo nel nostro patrimonio socio-culturale.

 

Se penso alle settimane di marzo, mi vengono ancora i brividi: immagini di cappelle piene di feretri, lugubri sfilate di camions militari, la notizia che i medici lombardi erano nella condizione di scegliere tra chi intubare… . La prima, ingenua fiducia che tutto potesse passare in poco tempo ha lasciato il posto allo smarrimento e alla paura.

Poi, grazie ad una commovente prova popolare di responsabilità e disciplina, abbiamo cominciato a venirne fuori, insieme. Ed ora siamo alle soglie di una nuova fase: quella della convivenza con il virus.

 

Sappiamo bene che non sarà facile, perché convivere ci espone a nuovi e maggiori rischi. Dobbiamo dar prova di una responsabilità altrettanto grande, ma più intelligente e accorta. Si moltiplicheranno le occasioni di incontro e di assembramento e sarà spontaneo abbassare la guardia. Ma non possiamo accontentarci di aver vinto la prima battaglia. Dobbiamo vincere anche la seconda e potremo farlo solo grazie alla nostra responsabilità.

 

Come stai? Che stai facendo?, sono le domande che molti di voi mi hanno rivolto ultimamente all’ingresso della farmacia e del supermercato. Sto bene! Sto studiando!, ho risposto. E in realtà, in queste settimane di inattività pastorale ho riscoperto il gusto della gratuità: pregare non solo in vista di una festa, di un evento, ma perché è bello pregare. Studiare non solo per preparare una lezione, un incontro, una catechesi, ma perché è bello studiare.

 

Continuo a riflettere sul mio modo di vivere, di pregare, di servire questa nostra comunità. Molto presto tornerò a scrivervi e a condividere i miei pensieri. Per ora mi fermo qui, augurandovi ogni bene e invocando la benedizione pasquale su ciascuno di voi e sulle vostre famiglie.

 

Il Signore vi benedica e vi protegga.

  1. Amen.

 

Faccia risplendere il suo volto su di voi e vi doni la sua misericordia.

  1. Amen.

 

Rivolga su di voi il suo sguardo e vi doni la sua pace.

  1. Amen.

 

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

  1. Amen.
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