Mt 11, 2ss

Essendo stato arrestato e messo in prigione proprio nei giorni in cui Gesù cominciava ad annunciare il Regno di Dio, Giovanni Batista non è stato testimone oculare della predicazione e delle opere di Gesù: ha potuto farsi un’idea di Gesù solo a partire dalle opinioni degli altri, dei suoi discepoli in particolare.

Ciò che Giovanni sente dire di Gesù contrasta con quello che egli aveva detto di Lui.

Come la maggior parte dell’opinione pubblica del suo tempo, il Battista aspettava un Messia glorioso e trionfante. Gesù, invece, adotta uno stile cauto, dimesso, e il suo messaggio incontra non poche difficoltà.

La domanda che Giovanni affida ai propri discepoli induce Gesù a manifestarsi, a uscire allo scoperto: Sei tu Colui che deve venire o è un altro che dobbiamo aspettare?.

Come altre volte, Gesù non risponde in modo diretto. Questa volta interpreta il senso della propria missione con il linguaggio dei profeti: Andate e riferite a Giovanni quello che udite e vedete.

In questo modo suggerisce agli interroganti e allo stesso Giovani che le sue opere compiono le Scritture e che non si deve aspettare nessun altro.

La beatitudine che suggella la risposta di Gesù rinvia Giovanni alla sua libertà: Beato colui che non  si scandalizza di me.

Credere che il compimento atteso si realizza nella persona e nello stile di Gesù esige la capacità di andare oltre le proprie convinzioni e attese personali.

Subito dopo, Gesù rende a Giovanni una lunga testimonianza, mettendo in luce il ruolo unico che Giovanni ha ricoperto nel piano salvifico di Dio.

Rivolgendosi alle folle, pone due domande retoriche implicanti una negazione: Giovanni non è affatto una canna sbattuta dal vento né un cortigiano compromesso con i potenti.

La terza domanda implica una risposta affermativa che però viene superata: Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. Egli è colui del quale sta scritto…

Giovanni è il messaggero che precede Gesù e prepara il suo avvento: culmine della tradizione profetica di Israele e inizio dei tempi nuovi.

Tra i nati di donna nessuno ha ricevuto una missione più importante di quella di Giovanni, eppure il più piccolo nel Regno di Dio è più grande di lui, perché è chiamato a lasciarsi assimilare al più piccolo del Regno, che è Gesù.

Proprio accogliendo Colui che viene come diverso da come lo aveva annunciato, Giovanni si fa piccolo al punto da entrare nel Regno e da suggellare la sua fede in Gesù col martirio.

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