Lc 14, 25ss

 

Terminato il banchetto in casa del fariseo, Gesù riprende il cammino verso Gerusalemme, seguito da molta gente.

A un certo punto, si rivolge a quelli che gli tengono dietro e spiega loro che cosa voglia dire seguirlo.

 

Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.

Gesù usa il verbo odiare, ma non vuole abolire il quarto comandamento né istillare odio verso i propri familiari né verso se stessi.

Al discepolo che accetta il suo invito, Gesù chiede di amarlo sopra ogni altra realtà: di considerare il rapporto con Lui il valore più importante di tutti e di subordinare al rapporto con Lui ogni altra relazione.

 

Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.

Il discepolo di Gesù deve essere disposto a prendere e portare la propria croce, cioè a deporre la propria vita nelle mani di Gesù, a partecipare al suo destino di umiliazione e di gloria.

 

Per spiegare meglio il suo pensiero, Gesù propone due piccole parabole in forma interrogativa: Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?…; Quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?

Prima di costruire una torre, occorre valutare se ci sono i soldi per portarla a termine.

Prima di andare in guerra, occorre valutare se ci sono i soldati per affrontare adeguatamente il nemico.

Allo stesso modo, prima di seguire Gesù, occorre valutare se ne si è capaci.

 

Gesù conclude: Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Le qualità richieste al discepolo vengono qui spiegate come capacità di rinunciare a tutti i propri beni, in nome di Gesù.

 

Considerata la difficoltà delle esigenze poste da Gesù, è lecito chiedersi se l’invito al banchetto del Regno sia valido per tutti o solo per pochi eletti.

La risposta è che l’invito è rivolto a tutti e porta con sé la grazia di vivere come discepoli di Gesù.

Occorre quindi accogliere non solo l’invito, ma anche la grazia di entrare, giorno dopo giorno, nello stile di vita del Maestro.

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