Gv 8, 1 ss

 

A Gerusalemme Gesù sceglie il tempio come luogo del suo insegnamento.

Una mattina, mentre era circondato da persone che lo ascoltavano, scribi e farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e lo interrogano per metterlo alla prova e avere di che accusarlo.

È verosimile che gli accusatori volessero farsi giustizia da sé, a dispetto della legge romana che impediva ai giudei di eseguire condanne capitali.

 Il caso è lampante: la donna è stata colta sul fatto e arrestata e la Legge di Mosè punisce l’adulterio con la morte.

Si sottopone a Gesù la questione, per sapere che cosa dirà in questo caso: si pronuncerà contro la Legge di Mosè o contro la legge di Roma?

Gesù si china e scrive per terra col dito.

Secondo alcuni, il gesto richiama Ger 17, 13: O speranza di’Israele, Signore … quanti si allontano da te saranno scritti nella polvere.

 Quando gli accusatori insistono nell’interrogarlo, Gesù si alza e dice: Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei. Egli allude alla prescrizione di Dt 12,10, per cui il testimone oculare del delitto è tenuto a cominciare la lapidazione.

Quanto al peccato di cui parla, i testimoni dell’adulterio e quelli che li accompagnano sono in evidente malafede, sia perché non si interessano della donna, se sia pentita o no, sia perché la usano per tendere un tranello a Gesù.

Ciò che li muove non è affatto onesto e Gesù ha il diritto di smascherare la loro ipocrisia.

Udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi: riconoscono la loro malafede e desistono dalle loro intenzioni malvagie.

 In primo piano rimangono Gesù e la donna: Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?. Gesù vuole facilitare la risposta della donna: Nessuno, Signore.

Neppure io ti condanno. Va’ e d’ora in poi non peccare più.

Colui che l’ha salvata da una morte certa l’assolve in nome di Dio e la invita ad accogliere il perdono di Dio in una vita nuova, nell’impegno a non ricadere più nel peccato.

 Gesù perdona in nome di Dio, senza condizioni: Egli non è venuto per giudicare, ma per salvare ciò che era perduto.

Dio ci ha riconciliati con sé nella morte e risurrezione del suo Figlio e mediante la chiesa continua ad offrirci la grazia della riconciliazione.

Dipende solo da noi lasciarci riconciliare con Lui e intraprendere il cammino della conversione.

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