Lc 15, 1ss

 

Nonostante le esigenze poste da Gesù a quanti vogliano seguirlo, pubblicani e peccatori, cioè i rinnegati e i delinquenti di allora, si avvicinano a Lui per ascoltarlo.

I farisei si scandalizzano che Gesù frequenti persone su cui pesa il giudizio di Dio.

Per loro Gesù racconta la parabola del Padre misericordioso, un meraviglioso racconto che rivela chi è Dio e come agisce nella persona del suo Figlio.

 Il racconto si articola in tre momenti.

Nel primo, il figlio minore acquista la propria indipendenza dal Padre e si ritrova schiavo in una situazione di impurità: Avrebbe voluto saziarsi delle carrube che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava.

Toccare  il fondo della degradazione gli consente di rivedere le sue scelte.

L’umiliazione e il riconoscimento delle proprie colpe lo muovono a tornare dal Padre, con la fiducia che egli possa accoglierlo almeno come un operaio.

 Nel secondo momento, il Padre va incontro al figlio sulla via del ritorno e soddisfa i suoi desideri al di là di ogni speranza.

Quando il figlio è ancora lontano, lo vede ed è colpito alle viscere come una madre; corre verso di lui, gli cade addosso e lo bacia, per esprimergli il suo perdono.

Quando il figlio comincia a parlare, non gli consente di terminare la sua confessione, ma gli restituisce, subito  e senza condizioni, la dignità perduta e ordina ai servi di dare inizio ad una grande festa.

 Il terzo  momento descrive l’itinerario a cui è chiamato il figlio maggiore.

Questi rappresenta i destinatari della parabola e, più in generale, quanti si sentono giusti davanti a Dio.

Appena viene informato dei fatti, egli, che non sa nulla della gioia del padre per il figlio ritrovato, è preso da collera e non vuole entrare in una casa che non sente più come propria.

Quando il padre gli va incontro per consolarlo, egli sfoga tutta la sua collera: Ti servo da tanti anni; non ho mai trasgredito un tuo comando; non mi hai dato mai un capretto.

Se suo fratello si aspettava di essere accolto come un servo, egli parla del padre come un padrone al cui servizio lavora come schiavo.

Il padre lo ascolta, gli offre la stessa misericordia che aveva offerto al fratello e lo invita alla riconciliazione.

 A questo punto la parabola si interrompe: non dice che cosa farà il figlio maggiore.

In primo piano rimane il mistero di un amore che il figlio minore non aveva previsto e che quello maggiore non riesce a spiegarsi.

Scoprire e accogliere questo amore è l’unico modo per scoprire e vivere la vera fraternità.

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