Pasqua di Risurrezione

Lc 24, 1ss

  

Oggi ci confrontiamo con l’esperienza dei testimoni oculari della risurrezione di Gesù.

 

 Le donne.

Hanno accompagnato Gesù dalla Galilea e lo hanno assistito con i loro beni nel suo itinerario missionario.

La mattina di Pasqua, si muovono verso il sepolcro per onorare il corpo di Gesù.

Giunte sul luogo, trovano la pietra rotolata via, ma non trovano quello che cercano.

La loro prima reazione non è la fede nella risurrezione, ma una grande perplessità: sono andate a rendere omaggio a un defunto e non lo trovano.

Ci vuole un annuncio che viene dal cielo per aiutarle a capire quello che è successo e ad uscire dal vicolo cieco della loro incertezza.

Perché cercate tra i morti Colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato!.

Per capire, esse devono ricordare quanto Gesù aveva loro annunciato durante il suo ministero, dicendo che bisognava che il Figlio dell’Uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno.

Le donne ricordano le parole di Gesù ed afferrano il senso di ciò che è sotto i loro occhi: Egli doveva tornare al Padre attraverso la Croce; è nella sua risurrezione che le sue misteriose parole e tutta la sua vita trovano il loro pieno significato.

 

Pietro.

È il primo discepolo a cui il Padre ha rivelato il mistero del Figlio, quello che Gesù ha scelto come Roccia su cui costruire la sua chiesa.

Quando ascolta il racconto delle donne, non crede alle loro parole, le considera un vaneggiamento femminile.

Poi, però, sente il bisogno di fare un sopralluogo per verificarne l’attendibilità.

Giunto al sepolcro, si china, vede le bende e torna a casa, pieno di stupore per l’accaduto.

Ciò che ha visto con i suoi occhi è sufficiente per rivedere il suo giudizio sulle donne, ma per giungere alla fede, egli dovrà vedere Gesù risorto in persona: la sua fede si baserà sull’incontro personale con il Risorto.

 

Il discepolo prediletto.

La figura del discepolo che Gesù amava compare nel vangelo di Giovanni al capitolo 13, in antitesi rispetto a quella di Giuda.

È lui a raccogliere la confidenza di Gesù sul traditore. È  lui che segue Gesù fino al cortile del sommo sacerdote. È ancora lui che raccoglie le ultime parole di Gesù in croce. È sempre lui che, dal costato di Gesù trafitto dalla lancia, ha visto uscire sangue ed acqua.

Testimone privilegiato della Passione, egli è il più pronto di tutti, insieme con Maria, a cogliere il senso di ciò che vede all’interno del sepolcro.

Di lui il vangelo dice che vide e credette, a differenza di Maria di Magdala e di Pietro che, invece, non avevano ancora compreso le Scritture per cui Gesù doveva risuscitare dai morti.

La fede che ha maturato sulla via della Croce è in grado di afferrare in anticipo quello che sarebbe stato evidente a lui e agli altri la sera di quello stesso giorno nel cenacolo.

 

L’esperienza dei testimoni oculari ci fa pensare.

Lo Spirito del risorto conferma in noi la verità delle loro parole, la credibilità della loro testimonianza.

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