III Domenica C

Lc 1, 1ss

  

Nel prologo della sua opera, che comprende il Vangelo e gli Atti degli apostoli, Luca presenta il suo lavoro.

Si rivolge a Teofilo, simbolo di tutti i suoi lettori, e gli confida il suo intento: convincerlo della solidità degli insegnamenti che ha ricevuto nella comunità cristiana.

L’evangelista dichiara di avere svolto ricerche accurate ed esaurienti su ogni circostanza relativa agli avvenimenti successi tra noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne sono stati testimoni e poi sono diventati ministri della Parola.

 

Non è un caso che Luca collochi l’inizio del ministero pubblico di Gesù all’interno della sinagoga di Nazaret: la missione di Gesù, come quella degli apostoli dopo di Lui, parte dalla comunità riunita per la celebrazione del sabato.

In ogni centro abitato, di sabato, la comunità religiosa si radunava nella sinagoga per pregare, ascoltare un brano della Legge e uno dei Profeti, e ricevere la benedizione del Signore.

Il lettore del brano profetico poteva essere un laico: questi era scelto dal capo della sinagoga oppure poteva presentarsi spontaneamente.

Chi era in grado, ne dava una spiegazione o un commento.

 

Quel sabato Gesù, tornato in Galilea nella potenza dello Spirito santo, si propone come lettore del brano profetico e, ricevuto il rotolo di Isaia, trova il passo che intende proporre ai presenti: Lo Spirito del Signore è su di me.

È l’annuncio del Messia che avrebbe operato la liberazione definitiva di Israele e instaurato il Regno di Dio sulla terra.

 

Nel silenzio dell’assemblea, che si dispone ad ascoltare il commento del lettore, risuona l’annuncio di Gesù: Oggi, nelle vostre orecchie, si è compiuta questa scrittura.

Facendo proprie le parole del profeta, Gesù ne rivela il compimento.

In realtà, lo Spirito santo che è disceso su di lui al momento del battesimo lo ha consacrato per la missione che deve svolgere: affrancare l’umanità, non solo Israele, dai mali che derivano dalla mancata comunione con Dio.

I destinatari della missione di Gesù sono tutti i poveri, senza eccezione: ciechi, prigionieri, oppressi…

Gesù agisce efficacemente anzitutto mediante la sua parola capace di cambiare i cuori e le situazioni.

La sua missione inaugura un giubileo straordinario, inteso come era della benevolenza di Dio per ogni uomo.

 

L’avverbio oggi ricorre più volte nel Vangelo di Luca e sottolinea l’attualità della salvezza portata da Gesù: Oggi nella città di Davide vi è nato un Salvatore, diceva l’angelo ai pastori; Oggi la salvezza è entrata in questa casa, dirà Gesù a Zaccheo; Oggi sarai con me in paradiso, dirà infine Gesù al malfattore pentito.

 

Oggi le Scritture si compiono anche nelle nostre orecchie, perché continuano a risuonare nelle nostre celebrazioni e ad essere proposte a noi.

Oggi l’anno di grazia del Signore produce i suoi effetti anche in noi, nella misura in cui accogliamo la Parola e lo Spirito di Gesù.

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