Lc 13,1ss

 

Gesù viene messo al corrente della morte di un gruppo di galilei fatti uccidere da Pilato durante la festa di Pasqua.

Perché proprio loro?: alla domanda implicita di quelli che gli riportano la notizia Gesù risponde con un forte invito alla conversione: Credete voi che quei galilei fossero più peccatori di tutti gli altri per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Le vittime di quell’eccidio non erano più colpevoli di quanti sono rimasti in vita. Ciò che è successo è piuttosto il segno del giudizio che sta arrivando: alcuni saranno in grado di sostenerlo e altri no.

Occorre quindi convertirsi finché si è in tempo.

 Gesù stesso ricorda la morte di diciotto persone, dovuta la crollo di una torre a Gerusalemme, e conferma l’invito alla conversione: Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Ciò che è successo deve servire come richiamo a riconoscere l’inviato di Dio, ad accogliere la sua Parola e a seguirlo.

 Convertirsi vuol dire rivedere il proprio punto di vista e la propria mentalità a partire da quello che Dio ci offre nel suo Figlio, prendere atto della nostra incapacità di salvarci a soli e affidarci all’iniziativa di Dio che ci offre gratuitamente il suo perdono.

 L’urgenza della conversione scaturisce quindi dalla grazia speciale di cui è pieno il tempo presente.

È quanto Gesù rivela nella parabola del fico sterile.

Il padrone della vigna rappresenta il Padre; l’albero di fico rappresenta Israele; il vignaiolo rappresenta Gesù; i tre anni indicano il tempo in cui quell’albero dovrebbe portare frutto, dopo essere convenientemente cresciuto.

Al giudizio del padrone: Taglialo!, fa riscontro la preghiera del vignaiolo: Lascialo ancora quest’anno!.

Secondo il padrone, l’albero dovrebbe già portare frutto. Il vignaiolo gli chiede un anno di pazienza: è l’anno di grazia annunciato da Gesù nella sinagoga di Nazaret, all’inizio del suo ministero.

 L’infinita pazienza di Dio è arrivata al punto da dare il suo Figlio Unigenito nella carne e nella morte ed è sempre al lavoro perché ci convertiamo e abbiamo la vita.

Ogni giorno è quindi un momento favorevole per la nostra conversione.

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