Amato padre vescovo,

oggi tocca a noi rivivere l’esperienza degli anziani di Efeso, che, dopo aver raccolto le parole di congedo dall’Apostolo Paolo ed essere stati affidati al Signore e alla parola della sua grazia, si strinsero attorno a lui, addolorati.

Come ella stessa ha confidato nell’ultimo ritiro spirituale del clero, il lungo ministero episcopale l’ha messa nella condizione di dare tutto quanto era nelle sue possibilità a servizio del popolo di Dio, affidato di volta in volta alla sua cura. E noi le siamo grati perché in lei il Signore ci ha donato chi ci sorvegli dall’alto, ci guardi con l’ampiezza del cuore di Dio e sappia alzarsi all’altezza dello sguardo di Dio su di noi per guidarci verso di Lui (Papa Francesco).

 

In questa eucaristia le comunità parrocchiali della nostra vicaria si raccolgono in un’unica lode per tutto quello che il Signore ha operato in ciascuno di noi e in mezzo a noi grazie alla sua persona, alla sua dedizione e al suo ministero.

 

Rinnovando quotidianamente l’intima unione con Cristo, Sommo sacerdote, ella ha saputo attingere alla Sua fedele obbedienza verso il Padre e alla Sua fedele misericordia verso ciascuno di noi, divenendone un segno sempre più chiaro e uno strumento sempre più efficace.

 

Conservi nel cuore il ricordo dei nostri volti e affidi il nostro cammino al Signore e alla parola della sua grazia, che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità con tutti i santificati (At 20,32).

Noi ci stringiamo attorno a lei, ci impegniamo a custodire il suo esempio di fedeltà e le porgiamo il nostro affettuoso e grato saluto avvalorato da quello di S. E. il cardinale Salvatore De Giorgi che oggi si rallegra di abbracciarla oltre che come fratello nell’episcopato anche come suo nuovo illustre concittadino.

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