Lectio VI Domenica di Pasqua A

Gv 14, 15ss

Dopo l’invito alla fede, Gesù rivolge ai discepoli l’invito all’amore: Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.

È la prima vola che Gesù chiede ai discepoli di amarlo. Tale richiesta si comprende meglio se si inquadra nel contesto dell’Ultima Cena, in cui Gesù ha stabilito con loro la nuova alleanza.

Come infatti nella prima alleanza il Signore aveva chiesto a Israele di amarlo osservando la Legge, così, nella seconda alleanza, Gesù chiede ai discepoli di amarlo osservando i suoi comandamenti, cioè: custodendo le sue parole.

 A coloro che lo amano così  Gesù promette il dono dello Spirito della verità, che chiama un altro Paraclito.

Finora Gesù è stato un Paraclito per i discepoli, nel senso che si è preso cura di loro. Ora che si separa da loro e torna al Padre, Gesù promette ai discepoli un altro Paraclito che porti avanti la sua opera. A differenza di Gesù, lo Spirito Paraclito rimarrà con i discepoli per sempre.

Lo Spirito Paraclito è chiamato Spirito della verità, perché, in un mondo estraneo, incredulo e ostile, rimarrà presso i discepoli e sarà in loro, assistendoli e assicurando loro la forza interiore di cui avranno bisogno.

 Dopo averli così invitati alla fede e all’amore, Gesù rassicura i discepoli: Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi.

I discepoli diventano orfani di Gesù solo per poco tempo, perché molto presto vivranno una comunione con Lui, più spirituale e profonda di quella sperimentata finora, un rapporto familiare con Lui e col Padre.

Per questo la morte di Gesù non sarà la fine ma solo una breve interruzione della comunione con Lui.

 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

Il mondo vede solo ciò che è esterno e superficiale. Ai discepoli Gesù promette una vista che proviene dalla nuova comunione con Lui e precisamente dal fatto che possiederanno la sua stessa vita. Dopo la risurrezione, infatti, riceveranno la vita del Risorto.

In quel giorno, i discepoli raggiungeranno la piena conoscenza della fede: comprenderanno ancora meglio che Gesù e il Padre sono una cosa sola e che essi sono uniti a Gesù e, per mezzo suo, al Padre, partecipi della comunione di vita di Gesù col Padre.

 A coloro che lo amano Gesù fa un’ulteriore promessa: Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui.

Come per l’invio dello Spirito santo, anche per la nuovo comunione con Dio la condizione necessaria è che i discepoli custodiscano la Parola di Gesù.

L’amore del discepolo consente al Padre e a Gesù di continuare ad amarlo e di manifestarsi a lui in modo ancora più intimo.

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