Mt 3, 1ss

Il Vangelo di questa domenica testimonia come le prime comunità cristiane intendevano la figura e la missione di Giovanni il Battista.

Giovanni compare sulla scena di Israele come un profeta che viene dal deserto. Egli è convinto che il giorno del Signore, annunciato dai profeti, sia imminente e che, proprio per questo, sia urgente formare una comunità pronta ad accogliere la venuta e il giudizio finale del Signore.

 Per l’evangelista Matteo, Giovanni è la Voce, annunciata da Isaia, che grida nel deserto: Preparate la via del Signore!.

 Chiunque vede Giovanni ha l’impressione di trovarsi davanti al redivivo profeta Elia, atteso prima della venuta del Messia.

Questo spiega l’enorme riscontro della sua attività profetica: Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.

 Sulle labbra di Giovanni risuona in anticipo il Vangelo di Gesù: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!. Ma il suo appello alla conversione è motivato dall’incombente ira di Dio, che metterà fine alla storia degli uomini.

 Al cospetto delle autorità religiose venute per ascoltare la sua predicazione, Giovanni non teme di contestare le false sicurezze da loro riposte nell’appartenenza al popolo eletto e nei meriti dei loro antenati: l’ira di Dio incombe su ogni carne, non solo sui pagani e sui pubblici peccatori, e non ci si può sottrarre se non attraverso un sincero pentimento e compiendo opere ad esso corrispondenti.

 Con immagini care agli antichi profeti, il Battista descrive il giudizio di Dio come una separazione e come una purificazione: Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.

 Alle autorità e alle folle che accorrono a lui, il Battista annuncia la venuta di Uno che viene dopo di lui, ma che è più forte e degno di lui: Uno così forte e così santo che egli non si sente degno di essere suo discepolo.

 E spiega la differenza che c’è tra lui e Colui che viene dopo di lui: Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco.

Il battesimo di Giovanni conferma il pentimento e il proposito di conversione; quello di Colui che viene dopo Giovanni dona lo Spirito di Dio ed ha la forza di purificare alla radice la vita di coloro che lo ricevono.

Write a comment:

*

Your email address will not be published.

*

© 2018-2026 Parrochia Maria SS. Assunta - Vernole
Seguici su Facebook: