Perché alla GMG

Uno dei principali scopi che personalmente mi pongo nell’affrontare l’ esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù, è individuabile nell’ottenere una risposta concreta ad una serie di domande che in questa fase della mia vita si sono venute a creare. Essendo io un giovane neo-diplomato, mi ritrovo in questo lasso di tempo a dover prendere alcune decisioni estremamente importanti, per dare una configurazione a quello che sarà il mio futuro. Sono sicuro che questo incontro con il Santo Padre eserciterà su di me una influenza tale da indirizzare le mie scelte future, ma non perché voglio liberarmi da questo pensiero per affidare interamente questo problema nelle mani di chi sto per incontrare, ma perché sento il bisogno di dover chiedere una “consulenza” al Signore, e penso che questa sia l’ occasione giusta per avere una risposta alle questioni che si stanno sollevando nella mia persona in questi giorni. Parto da una base che mi è stata fornita dal cammino di preparazione alla GMG, cammino che ho avuto modo di percorrere nella Diocesi di Lecce. Questo percorso mi ha fornito solide consapevolezze su quello che sarà l’incontro con il Santo Padre, in quanto ho avuto modo di conoscere numerose esperienze di chi ha già avuto la possibilità di vivere questa grandiosa esperienza. Un elemento in comune è emerso fra le esperienze degli altri giovani, ed è un elemento estremamente importante che mi ha incoraggiato ancora di più a vivere questa esperienza : vivere la Giornata Mondiale della Gioventù ha in qualche modo segnato. Mi spiego meglio; chi ha già avuto modo di vivere l’incontro diretto con il Santo Padre nelle precedenti edizioni (Come Toronto nel 2002 e Colonia nel 2005) ha voluto raccontare in maniera molto ferma come immediatamente dopo la GMG una serie di sensazioni e influenze positive che si sono presentate hanno caratterizzato le loro scelte.

Nell’incontro di apertura del cammino di preparazione, che ho avuto modo di vivere a Dicembre, le testimonianze di chi ha già vissuto la GMG sono state molteplici, ma prima fra tutte è spiccata alla mia attenzione (ma, ho avuto modo di constatare, non solo alla mia) quella di una suora dell’ordine di Santa Marcellina, che ora presta servizio a Lecce, che ha avuto la volontà di raccontare come dopo aver vissuto quella giornata la sua vita sia cambiata. Ha infatti raccontato di essere partita con la volontà di “Farsi una Vacanza”, ma il vivere questi momenti hanno portato lei a prendere delle decisioni che mai si sarebbe aspettata prima.

I vari incontri con le suore dell’ Ordine delle Clarisse, con il Vescovo di Lecce, Mons. Domenico D’Ambrosio e le altre piccole esperienze mi hanno portato sempre di più a maturare in me la convinzione di voler vivere questa esperienza.

Vorrei concludere questo mio breve pensiero in merito alla realtà che vivrò fra qualche giorno, con un particolare ringraziamento al gruppo dei giovani di Vernole che mi hanno portato a conoscenza di questa splendida opportunità, soprattutto Cosimo e Anna Chiara, con i quali ho percorso insieme il cammino di preparazione, ma vorrei ringraziare anche il Parroco di Vernole, Don Elio Quarta, che in determinate occasioni ha voluto raccontarmi la sua esperienza di Roma nel 2000.

Riccardo Longo

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