Partire per una GMG vuol dire armarsi di tanta pazienza, di tanta resistenza, di una mente pronta a incontrare tante culture e di un’anima pronta a vedere il volto più giovane, più bello e più allegro della Chiesa di oggi.

Quando sono partita a Sydney (luglio 2008), non mi aspettavo di dover portare tante cose con me, credevo che una valigia e uno zaino sarebbero bastati.

Ma i miei pensieri si sono rivelati presto piuttosto riduttivi e superficiali.

Partire per una GMG vuol dire sì, portare uno zaino sulle spalle con il necessario per poter stare bene, ma vuol dire anche imparare cosa sia quel necessario (perché lo zaino rimane sulle spalle per quasi tutta la durata, e la strada da fare a piedi a volte è tanta), e anche imparare a tenere lo spazio libero per quello che d alla GMG si porta a casa.

E non solo quello che fa parte di un viaggio di piacere in un posto diverso da casa propria, ma anche tutto quello che le altre persone faranno di noi, quello che ci trasmetteranno, e quello che ci daranno di loro stesse.

La prima impressione che una GMG lascia è quella dei colori: i colori degli occhi di chi è accanto a te a fare lo stesso cammino, i colori delle bandiere che sventolano mentre tutti aspettano l’arrivo del Santo Padre, i colori della pelle, diversi eppure così uguali al tuo.

Questa è la prima impressione che porto da Sydney. La seconda è più profonda: tante sono le lingue, tanti i modi di comunicare, eppure quando si parla di Gesù e di Comunione ci si comprende subito. Pregare insieme durante una notte passata all’aperto, dirigersi insieme verso un’Adorazione Eucaristica, rende le persone più vicine.

E in un mondo che mette i giovani sempre più ai margini, come se non fossero necessari a costruire il futuro, quella della GMG è un’esperienza che fa capire che i giovani sono e saranno sempre centro e futuro del mondo.

Allora, cosa c’è nello zaino della GMG? Sarebbe facile rispondere: un cappello, una torcia, un telo…

E invece ho sperimentato di persona che nello zaino della GMG c’è amicizia. Quell’amicizia che nasce solo dalla condivisione di esperienze più profonde, quell’amicizia che nasce dal trovare persone, ragazzi e ragazze, che come me seguono lo stesso ideale e credono nella stessa Speranza.

Nello zaino della GMG c’è la Fede. Quella Fede più matura, e più consapevole che non è legata alla tradizione familiare, ma alla mia scelta. La scelta di seguire i passi di Gesù, anche se il mondo di oggi consiglia tutto il contrario.

Nello zaino della GMG c’è la voglia di portare quell’amicizia e quella Fede nella vita di ogni giorno, quella volontà di trasmettere agli altri un po’ del nostro incontro con lo Spirito Santo. C’è la volontà di rimetterselo sulle spalle e ricominciare a camminare, per parlare e mostrare a chi è scettico che la Fede è Vita e Allegria.
Siamo in partenza per Madrid, chi ha già fatto una GMG con la consapevolezza che effettivamente cambia la vita. Chi non ne ha mai fatta una, con la speranza che la GMG possa “rispondere ad alcune domande”, domande che probabilmente nella vita dei giovani sono le domande di tutti i giorni.

Mancano 35 giorni alla GMG. E il mio zaino è pronto per essere riempito ancora…

Anna Chiara Albetta

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