MELENDUGNO – Il cardinale Salvatore De Giorgi, originario di Vernole, ha benedetto sabato scorso, 28 aprile, la nuova statua della Madonna di Roca. A Pasquetta, ricordiamo, che il basamento della statua in cartapesta della Madonnina nel santuario della Madonna delle Grazie  per un cero acceso in segno di devozione, fu irrimediabilmente distrutto dalla fiammella. Da qui l’intervento del custode del santuario don Damiano Trisolino che con una raccolta fondi da parte dei devoti ha provveduto a farla restaurare nella bottega di piazza Duomo nel cuore di Lecce dal maestro cartapestaio Marco Epicochi.

A Roca Vecchia o Rocavecchia, località costiera del Salento, marina di Melendugno,c’è il santuario dedicato alla Madre di Dio a cui fa capo l’intera diocesi di Lecce e in particolare le chiese locali limitrofe di Borgagne, Melendugno, Vernole e Calimera che a turno, subito dopo la Pasqua, vanno in pellegrinaggio alla Madonna di Roca.

A raggiungere  il santuario, sabato scorso, sono stati i pellegrini di Vernole  che a piedi e qualcuno anche in bicicletta hanno raggiunto la marina di Melendugno percorrendo le stradine di campagna. Subito dopo per Roca si è snodata la processione con il simulacro della Madonna portata a spalla da gionvincelle vernolesi accompagnata dalla banda. Subito dopo il cardinale Salvatore De Giorgi e don Leonardo Giannone, parroco di Maria SS. Assunta di Vernole, hanno celebrato messa e la benedetto la nuova statua della Madonna di Roca.

Al culto della Madonna il territorio di Vernole è legato da sempre perché in casa della famiglia De Carlo alloggiava l’immagine della Madonna di Roca. La presenza della statua all’ingresso dell’abitazione donava alla casa un’atmosfera di sacralità che respiravano devoti e non. La statua della Madonna ogni anno nei giorni che seguivano la santa Pasqua veniva prelevata da casa De Carlo e portata a Roca seguita dal popolo di Vernole che a piedi o con il traino raggiungeva il santuario con vista sul mare.

I pellegrinaggi, sono ilsimbolico ritorno al luogo delle origini cioè a Roca perché  intorno al 1500 in seguito alle frequenti invasioni turche quando Carlo V re di Spagna  decise di distruggere l’antica cittadina gli abitanti costretti a fuggire a piedi raggiunsero Calimera, Vernole, Borgagne e Melendugno. Da qui il ritorno dei vernolesi l’ultimo sabato di aprile e sabato 5 maggio sarà la volta del devoto popolo di Calimera e ancora il 12 di Melendugno e infine il terzo sabato di Borgagne.

Nunzio Pacella

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