“Una Comunità che si rinnova nella fede”

E’ una Comunità pronta a interiorizzare il messaggio e i suggerimenti portati dal Pastore della Chiesa di Lecce, quella che don Elio Quarta, parroco di Vernole, delinea a poche settimane dal passaggio dell’arcivescovo. Dopo questo momento di verifica e di conoscenza reciproca tra mons. D’Ambrosio e gli abitanti del primo comune da lui incontrato, sembrano manifestarsi già i presupposti giusti per una nuova voglia di fare e per un rinnovamento reale, nonostante le tante “macchie” che il faro della visita pastorale ha permesso di vedere.

Come crede che la realtà vernolese sia apparsa agli occhi del pastore della Chiesa di Lecce?

“Bisognerebbe guardare dalla prospettiva del vescovo. Personalmente, credo che abbia colto diverse realtà, dimostrando una buona capacità di osservazione. Da parte nostra abbiamo pensato di presentare una situazione pastorale e sociale il più possibile corrispondente al vero. Mons. D’Ambrosio, durante l’assemblea vicariale, diceva di aver ricevuto molto da questa visita, più di quanto si aspettasse, e speriamo che questo valga anche per la nostra comunità parrocchiale”.

Quali sono le prospettive aperte dalla riflessione conclusiva del Presule?

“Credo che il messaggio arcivescovile abbia mostrato molte strade. Ovviamente adesso si tratta di stabilire le priorità e aprire il “cantiere dei lavori”. Anzitutto noi, come operatori parrocchiali, dobbiamo acquisire la capacità di metterci in discussione, seguendo le linee guida della chiesa locale e di quella italiana. Portare la testimonianza anche fuori dagli edifici religiosi è un altro punto importante, ma d’altronde questa è una sfida sempre aperta, perché servono il dialogo e le azioni concrete per incontrare le persone, trovando risposte ai bisogni e condividendo gioie e speranze dove vi sono attese di qualcuno, come suggerisce la Gaudium et spes”.

Quali sono le criticità da cui la comunità deve ripartire per migliorare?

“La visita pastorale è un arco di tempo in cui si fa il punto della situazione. In un momento di verifica, come quando si fa un esame di coscienza, puntando i riflettori su una determinata circostanza, emergono prima di tutto le mancanze e le macchie, ma non dobbiamo dimenticare che l’elemento principale è la luce grazie alla quale stiamo illuminando quella realtà. Le criticità emerse sono molte: dalla situazione degli ammalati alle insicurezze personali e comunitarie dovute a varie crisi, dalla difficoltà dell’impegno quotidiano ad alcune situazioni che sono o problematiche da gestire, dal punto di vista organizzativo, o che per la loro delicatezza necessitano di una maggiore attenzione.

Dobbiamo anzitutto rinnovare il consiglio pastorale e creare momenti concreti di incontro e condivisione, affinché possano convergere le azioni delle persone, anche quando queste percorrono strade tra loro diverse, come è già successo nel corso della visita. Nel consiglio comunale, ad esempio, abbiamo riscontrato un confronto pacato e un riconoscimento reciproco del ruolo di maggioranza e opposizione, che lascia ben sperare”.

Cosa vi ha portato questo momento di verifica?

“La visita ci ha aiutato a conoscere meglio il vescovo, constatandone l’affabilità. Le persone che non avevano avuto modo di incontrarlo prima d’ora hanno potuto scambiare una parola con lui, e credo questo incontro così “ravvicinato” abbia lasciato un senso di serenità e un desiderio di ritrovarci ancora. Il preside dell’istituto comprensivo statale di Vernole ha addirittura invitato ufficialmente l’arcivescovo a ritornare, e questo è un chiaro sintomo della buona impressione che il Presule ha lasciato nel cuore dei nostri parrocchiani”.

Qual è secondo lei il senso profondo della visita?

“Credo che il vescovo abbia iniziato questa visita come un atto d’amore verso la nostra Chiesa, partendo da una propria idea del territorio ma aprendosi alla possibilità di modificarla conoscendolo realmente. Il suo modo di intenderela Chiesaè così sempre uguale, ma al tempo stesso sempre nuovo, perché ci ha chiesto di mostrare il volto della nostra comunità capace di rinnovarsi nella fede”.

Grazia Pia Licheri

Il Consiglio pastorale, strumento di crescita per la Comunità

La necessità di una sempre più consapevole partecipazione dei laici nella crescita della parrocchia è condizione indispensabile per l’ecclesiologia di comunione su cui poggia il mistero della Chiesa, secondo le direttive del Concilio È l’esigenza emersa nel corso dell’Assemblea parrocchiale durante la visita di mons. D’Ambrosio. Per l’occasione il parroco, don Elio Quarta, ha presentato una relazione esaustiva delle esperienze più significative attuate in parrocchia e delle sfide aperte. Tra queste la catechesi dei giovani, la ripresa degli Scout, le attese dell’associazione Sinite parvulos, l’attenzione verso gli ammalati. Sono stati individuati anche gli elementi di criticità, primo fra tutti la tendenza all’individualismo, confermati dagli interventi al successivo dibattito. Da ciò il suggerimento di Sua Eminenza a valorizzare il Consiglio pastorale come necessario organismo di partecipazione dei laici, strumento di collaborazione, programmazione e verifica del percorso parrocchiale. Incontrarsi, conoscersi, confrontarsi con regolarità, sedersi insieme a tavolino per discutere sono condizioni indispensabili per evitare l’improvvisazione, dare concretezza a progetti finalizzati al bene comune e fare della parrocchia un elemento vitale del paese.

Con i bambini/“Il signore con la tonaca nera”

“Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio”(Mc, 10, 14-14).Il messaggio evangelico è lo sfondo ideale degli incontri del vescovo, l’11 e il 12 gennaio, con i bambini della scuola dell’infanzia, della primaria e con i ragazzi della secondaria di primo grado di Vernole. Il“Signore con la tonaca nera”, atteso con impazienza e un po’ di ansia, è stato accolto dai bambini e dalle loro maestre in un clima di festa con la recita di canzoncine, poesie, preghiere preparate dai bambini, e anche estemporanee. Il vescovo è entrato subito in sintonia con loro sollecitandone la confidenza, rispondendo alle domande e accedendone la meraviglia quando ha “ricevuto” al cellulare una telefonata davvero speciale, quella di Gesù. L’incontro con i più grandi ha visto il Vescovo rievocare la sua esperienza scolastica e improvvisare un dialogo in inglese con una docente… Messi a proprio agio i ragazzi, ha risposto a domande sui grandi temi del dialogo interreligioso, del rispetto verso tutte le fedi e della dignità degli esseri umani. mons. D’Ambrosio ha anche sottolineato l’importanza del lavoro dell’insegnante nel formare le nuove generazioni.

Con gli ammalati/Grande risorsa per la Chiesa

Visitare gli ammalati non è solo un’opera di misericordia, ma un segno di solidarietà nell’“esperienza di Cristo crocefisso e risorto, il fondamento della speranza in cui si esprime in pienezza il mistero dell’amore e della vita”: nelle parole del parroco di Vernole, don Elio Quarta, il senso della visita di mons. D’Ambrosio agli ammalati. Entrando nelle loro case il vescovo non ha soltanto portato parole di conforto, ma ha testimoniato la vicinanza della Chiesa a chi soffre ed è emarginato in una società che fa della forza, della bellezza, del successo, della produttività i criteri di valore di una vita. Il gesto ha ricordato come a fondamento del cattolicesimo ci sia la considerazione della sofferenza come preziosa risorsa che, offerta a Dio, diviene meritevole preghiera, eroico riconoscimento di umiltà in un mondo pervaso da manie di onnipotenza. Le famiglie visitate hanno dimostrato di capire questo profondo significato che va oltre gli appuntamenti della visita pastorale, e rende protagonisti i malati e chi se ne prende cura con amore e coraggio.

Il Consiglio comunale: “Soltanto il ritorno ai valori può dare senso all’impegno politico”

Durante l’incontro del vescovo con le istituzioni si sono susseguiti interessanti interventi. Le appassionate parole di Letizia De Giorgi, capogruppo di opposizione “Il comune che vogliamo,”esprimono la tensione verso un agire politico etico per rispondere alla situazione di crisi che è internazionale, italiana e colpisce profondamente il Sud.

La relatrice ricorda i richiami in tal senso da parte di Benedetto XVI e fa anche appello alla passione civile degli stessi interventi di mons. D’Ambrosio. Cita come esemplare il documento dei vescovi italiani del 2010, che invita a superare le inadeguatezze delle classi dirigenti, mette in guardia sui rischi della dilapidazione del “capitale sociale” e invita a combattere la corruzione. Sulla scia di questi insegnamenti, auspica il ritorno al significato di democrazia come “governo per mezzo di dibattito” e governanti che curino con umiltà e dedizione il bene comune.

Dalla visita del vescovo chiede illuminazione per un cammino di sobrietà, austerità, reale solidarietà e trasparenza. Anche gli interventi dell’assessore Lucia Papa Pascali e del capogruppo di maggioranza Tonio Greco riferiscono sulla crisi della società. Uno “Tzunami” che, afferma Tonio Greco, affonda le sue radici negli anni Novanta, ma ha origine nella progressiva perdita di valori. “Avidità, mancanza di rispetto verso tutto e tutti, dio denaro, arrivismo, egoismo hanno determinato il dissesto sociale ed economico” Bisogna tornare alle origini, ai valori dei primi cristiani che davano ai poveri “quello che c’è sopra la tavola, non quello che avanza”, per acquietare la coscienza.

Lucia Pascali sottolinea l’accoglienza semplice e sincera della popolazione “ gente umile, schiva e riservata all’apparenza, ma concreta e schietta nella vita e nel rapporto tra le persone”.

La presenza del Vescovo è per entrambi un’occasione di ripensamento; la sua figura autorevole lascerà traccia nel cuore della gente per la forza della carità e la certezza della speranza.

 Lucia Buttazzo

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