Lectio XXXIII Domenica C

Lc 21, 5ss

 

Un’osservazione sulla bellezza del tempio dà a Gesù l’occasione per pronunciare il suo ultimo discorso pubblico, culmine di tutto il suo insegnamento: Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta.

Allo stupore dei visitatori Gesù contrappone una visione profetica che attraversa i tempi: anche le realtà più sacre e ammirate, come il tempio, vanno considerate all’interno del Disegno di Dio, che procede verso il suo pieno compimento.

Quando Luca scrive il suo Vangelo, la profezia di Gesù sul destino di Gerusalemme e del tempio si è appena realizzata. Questo conferisce credibilità agli annunci che Gesù aveva pronunciato prima della sua Passione e consente all’evangelista di distinguere, in quegli annunci, i fatti che precedono la devastazione di Gerusalemme dai segni che precedono la fine della storia.

Chi ascolta è incuriosito di sapere quando e quale sarà il segno delle cose annunciate da Gesù. Ma Egli invita tutti a non lasciarsi ingannare dalle pretese dei falsi messia, che presto compariranno sulla scena di Israele e della chiesa, e a non lasciarsi spaventare da imminenti sommosse popolari e disordini sociali: questi fatti appartengono alla storia degli uomini ed hanno un significato nel piano di Dio, ma non sono ancora i segni della fine 

Solo in un secondo momento Gesù annuncia i segni che precedono la fine: Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.

Si tratta di sconvolgimenti fuori dal comune, degni dell’epoca finale, sintomo di un travaglio che darà alla luce una creazione nuova.

Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno.

Con queste parole Gesù annuncia ai discepoli le persecuzioni che patiranno da parte dei giudei e dei pagani, distinguendole nettamente dai segni che precedono la fine: esse fanno parte della fedeltà a Gesù e appartengono al tempo della chiesa.

Ai discepoli Gesù rivela il valore paradossale della persecuzione: Questo vi darà occasione di render testimonianza. E ricorda con quale animo dovranno farlo: confidando nel suo aiuto e nella forza della Parola 

All’annuncio delle persecuzioni si aggiunge quello dei tradimenti da parte dei propri familiari e l’odio generalizzato per causa del suo nome. Ma anche in mezzo ad esperienze così dolorose, i discepoli sono invitati a non lasciarsi disorientare e a perseverare fino alla fine, perché Egli non farà loro mancare la sua protezione e la sua ricompensa, con l’ingresso nel suo Regno e la risurrezione nell’ultimo giorno. 

Frutto della fede, la perseveranza è il segno della graduale assimilazione del discepolo al destino di Gesù.

Grazie alla perseveranza dei discepoli, il Regno di Dio può avanzare nella storia degli uomini nonostante, anzi proprio attraverso le persecuzioni.

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