Lectio XXI Domenica A

Mt 16, 13ss

Il dialogo tra Gesù e i suoi discepoli sull’identità del Figlio dell’Uomo si svolge nella regione di Cesarea di Filippo, la parte più settentrionale della Galilea, in un momento cruciale della sua missione: prima di incamminarsi verso Gerusalemme, Gesù vuole un riscontro della fede dei suoi.

 La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?.

I discepoli conoscono le opinioni della gente e le riportano a Gesù: al di là delle differenti sfumature, tutti ritengono che Gesù sia un profeta.

 Poi passa dalla terza persona alla seconda: Ma voi chi dite; e alla prima: che io sia?.

Questa volta non si tratta di riferire le opinioni altrui, ma di prendere posizione nei confronti di Gesù: dire chi è Gesù per me significa dire che parte Egli abbia nella mia vita personale.

 Risponde per primo Simon Pietro, che era andato verso Gesù camminando sul mare ed aveva sperimentato la sua potenza salvifica: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.

Per Simon Pietro, che parla a nome degli altri, Gesù non è solo un profeta, ma il Cristo, il compimento delle profezie, anzi: il Figlio del Dio vivente, un titolo che anticipa la fede pasquale della chiesa.

La risposta di Pietro è corretta, ma non ancora completa: si può dire chi è Gesù solo dopo la sua mote e risurrezione. Per ora Pietro approfondisce il suo rapporto con Gesù e, nello stesso tempo, prepara il futuro in cui questo rapporto dovrà essere confermato.

 Gesù accoglie la fede del suo discepolo come un dono del Padre.

Prima lo proclama beato, perché il Padre si è compiaciuto di manifestargli il mistero del Figlio. Poi gli rivela il significato del suo nome nuovo: sarà proprio lui la pietra angolare su cui Gesù costruirà la sua chiesa, la comunità messianica, che sarà indefettibile nei confronti degli attacchi del male e della morte. Infine gli annuncia il compito che ricoprirà nella sua chiesa.

 Usando il termine chiesa parallelamente all’espressione Regno dei cieli, Gesù sottolinea che il Regno dei cieli comincia già sulla terra, mediante una comunità di cui stabilisce il capo: il potere di aprire e chiudere il Regno dei cieli, ormai tolto agi scribi e ai farisei, viene dato a Pietro e agli altri apostoli.

 Il compito di Pietro, come clavigero del Regno dei cieli, sarà quello di interpretare in modo autorevole la volontà di Dio, quale Gesù l’ha rivelata e attuata nella sua vita. L’interpretazione di Pietro sarà ratificata da Dio in cielo, così che le condizioni per l’ingresso nel Regno dei cieli saranno l’accoglienza e l’attuazione dell’interpretazione che Pietro farà della volontà di Dio.

 È verosimile che Gesù si riferisca non solo alla persona fisica di Pietro, ma anche ai suoi successori, per l’intenzione di provvedere all’avvenire della sua chiesa anche dopo la morte di Pietro.

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