Mt 14, 13ss
La morte di Giovanni Battista rappresenta per Gesù un segnale: quando apprende la notizia, sente il bisogno di appartarsi per pregare. Poi, però, la vista della folla lo muove a compassione e lo spinge a uscire dal suo nascondimento: accoglie quelli che vengono a Lui e se ne prende cura.
Venuta la sera, i discepoli fanno presente a Gesù le difficoltà imposte dalle circostanze: Il luogo è deserto e l’ora è già passata; congeda la folla, affinché possa andare nei villaggi a comprarsi da mangiare.
Ma Gesù ha fiducia che essi possano dar da mangiare alla moltitudine nonostante l’esiguità delle risorse disponibili: Date loro voi stessi sa mangiare.
Al buon senso dei discepoli Egli oppone l’intuito della fede: il luogo è deserto, è tardi, ma non si corre nessun pericolo, perché gli stessi discepoli possono procurare quello che serve.
I discepoli si affidano all’intuito di Gesù e gli portano quello che hanno.
Gesù prende dalle loro mani i cinque pani, li benedice, li spezza e li consegna loro, perché li distribuiscano alla folla: nella sua preghiera di benedizione unisce la docilità dei discepoli alla misericordia di Dio per quella gente.
Il risultato dell’iniziativa di Gesù è clamoroso: Tutti mangiarono e furono sazi, non solo: si raccolgono dodici ceste piene di pezzi avanzati.
Tale sovrabbondanza è una nota caratteristica del dono di Dio e un segno dell’avvento dei tempi messianici.
Il racconto della moltiplicazione dei pani ricorre sei volte nei Vangeli e per questo è difficile ridurlo a un semplice mito dell’ultima Cena: alla base delle tradizioni riprese da Matteo e dagli altri evangelisti, c’è sicuramente un gesto concreto di Gesù che ha sfamato le folle coinvolgendo i discepoli.
Il modo in cui il fatto viene raccontato risente certamente di alcuni modelli letterari dell’Antico Testamento e dell’esperienza eucaristica delle prime comunità cristiane. Tuttavia ciò non oscura il significato originario del gesto di Gesù: una chiara profezia del banchetto messianico, un segno con cui Gesù si rivela come Colui deve venire, il Re pronto a prendersi cura del suo popolo e a nutrirlo.
Dobbiamo stare attenti a seguire un buon senso svuotato dell’intuito della fede. Dobbiamo stare attenti anche ad accontentarci di celebrare le nostre eucaristie senza la compassione: se liberiamo la creazione dalla nostra grettezza e dal nostro egoismo, c’è abbastanza pane per tutti i figli di Dio.
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