Mt 9, 36ss
Il Vangelo di questa domenica ci porta all’inizio del secondo discorso di Gesù, il discorso missionario.
Accompagnato dai suoi discepoli, Gesù cerca di raggiungere tutte le città e i villaggi della Galilea, insegnando, predicando il Vangelo, curando ogni malattia. Eppure, alla vista delle folle che vengono a Lui, è preso da compassione per loro, perché erano stanche e abbattute, simili a pecore disperse sui monti, senza una guida che le conduca al pascolo.
Il primo pensiero di Gesù è rivolgersi al Padre, perché gli operai della messe, come la messe, sono un dono suo. Poi coinvolge i discepoli nella sua compassione e nella sua preghiera: La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!.
I discepoli pregano con Gesù il Padrone della messe e il frutto di questa preghiera comune è la prima missione della storia: Gesù accoglie, come dono di Dio, coloro che, nella preghiera, si sono resi disponibili a lavorare nella messe e li riveste della sua autorità.
Nell’elenco dei Dodici, risalta anzitutto il primato di Simon Pietro che in tutte le liste del Nuovo Testamento, figura al primo posto e che l’evangelista presenta espressamente come primo.
Di Matteo si precisa che è il pubblicano e di Giuda che è il Cananeo, a sottolineare che due uomini che, per il loro modo di pensare, sarebbero stati contrapposti e nemici, ora, per la chiamata di Gesù, sono divenuti compagni di vita e di missione.
Alla presentazione dei Dodici segue il secondo discorso ufficiale di Gesù, il Discorso missionario, una raccolta di istruzioni sul comportamento che i Dodici devono tenere nella loro missione.
Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele.
I destinatari della nuova missione sono gli stessi a cui Gesù si sente inviato.
E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino.
Sulla bocca dei Dodici deve risuonare lo stesso annuncio di Gesù.
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni.
L’autorità di cui i missionari sono investiti li rende capaci di compiere le stesse opere di Gesù.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
La missione non consiste solo nel parlare e nel fare, ma nel condividere i sentimenti e lo spirito di Gesù.
La gratuità è una dimensione essenziale dell’annuncio: ciò che si è ricevuto gratuitamente può essere trasmesso solo gratuitamente.
La gratuità è anche il risvolto pratico della libertà che i missionari devono mantenere nei confronti di coloro a cui sono inviati.
Se i Dodici osserveranno queste istruzioni, la missione di Gesù potrà prolungarsi nella loro missione: accoglierli sarà accogliere Colui che li ha inviati.
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