Gv 11, 1ss

 

Il Vangelo di questa domenica racconta il settimo ed ultimo miracolo computo da Gesù, quello che annuncia la sua propria risurrezione.

Informato della malattia del suo amico Lazzaro, Gesù decide di non intervenire, perché, dice, questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio: si trattiene due giorni nel luogo in cui si trova e lascia che la malattia faccia il suo corso.

Si rimette in cammino per la Giudea dopo che Lazzaro è morto e arriva a Betania quando il corpo dell’amico ha cominciato a decomporsi.

Il miracolo è preparato da due incontri e da una preghiera.

Il primo incontro è con Marta che va incontro a Gesù.

Alla presenza di Gesù, Marta sfoga il suo dolore e confessa la sua fede in Gesù: lo chiama Signore e lo considera un intermediario di Dio, ma non osa chiedere il miracolo, perché non immagina che Gesù possa riportare in vita il fratello.

Gesù le annuncia la sua intenzione: Tuo fratello risusciterà!. Marta fraintende: So che risusciterà nell’ultimo giorno. Gesù proclama esplicitamente: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno.

Risurrezione e Vita dicono quello che Gesù è in relazione agli uomini, quello che Gesù può offrire loro. Gesù è la Risurrezione che Marta aspetta per l’ultimo giorno ed è la Vita che vince la morte: chiunque la riceve attraverso la fede in Lui, non conoscerà mai la morte spirituale.

Sollecitata da Gesù, Mara esprime tutta la fede di cui è capace: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo.

Ella crede che Gesù è Colui che deve venire nel mondo, ma non comprende ancora che la Risurrezione e la Vita sono già presenti nel mondo nella Persona di Gesù.

Segue l’incontro con Maria.

Quando la vede piangere e, con lei, quelli che l’accompagnano, Gesù si commuove e si turba: prova la stessa emozione che proverà al pensiero che Giuda lo avrebbe tradito. Gesù si trova faccia a faccia col Regno di Satana, rappresentato dalla morte, ed è sconvolto.

 Sopraggiunto presso la tomba di Lazzaro, Gesù pronuncia una preghiera di ringraziamento: alza gli occhi al cielo, invoca Dio come Padre, Abbà, e lo ringrazia prima ancora di essere esaudito. È convinto di essere ascoltato, perché qualunque cosa Egli chiede al Padre, è secondo la sua volontà.

Poi si rallegra per quelli che vedranno il segno, perché potranno conoscere il Padre che lo ha manato.

 Finita la preghiera, Gesù si rivolge personalmente a Lazzaro e lo chiama per nome: Lazzaro, vieni fuori!.

Lazzaro ascolta la voce di Gesù ed esce fuori dalla grotta che da quattro giorni custodiva le sue spoglie.

Gesù ha riportato in vita il suo amico, per dimostrare che, su questa terra, ha il potere di dare la vita eterna, a quanti credono in Lui e per assicurare che, nell’ultimo giorno, Egli risusciterà i morti.

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