Mt 2, 13ss
Nel Vangelo di questa festa emergono alcuni volti che hanno segnato l’infanzia di Gesù.
Il primo è quello di Erode, tristemente famoso per la sua crudeltà. Quando si sente minacciato nel suo potere dispotico, adopera tutti i mezzi per difenderlo e, volendo eliminare il suo nuovo antagonista, provoca la strage di tutti i bambini di Betlemme.
Erode è il volto del potere di questo mondo, che contrasta il Disegno salvifico di Dio.
Il secondo volto è quello di Giuseppe, lo sposo di Maria, che ha accettato la sua vocazione di padre del Messia.
Da quel momento, Giuseppe mette tutta la propria vita a servizio di Maria e del Bambino: Dio lo guida e Giuseppe Gli obbedisce alla lettera. Egli non conosce interessi personali, si assume tutte le responsabilità e i sacrifici e si mette a completa disposizione del piano di Dio.
Il terzo volto è quello di Maria, Colei che ha concepito Gesù dallo Spirito santo.
In questo Vangelo non viene mai nominata col suo nome proprio, ma sempre come Madre del Bambino, a sottolineare l’importanza del suo ruolo e della sua cura materna.
Giuseppe e Maria hanno compiti diversi, ma, al centro della loro vita, c’è il servizio che essi rendono al Messia.
Il quarto volto è quello del Bambino.
Come tutti i bambini, Gesù ha bisogno di cure e di aiuto per vivere. In più la ferocia di Erode rappresenta una seria minaccia per la sua vita e per la sua missione. Ma Dio si incarica di proteggerlo: ogni volta che si presenta un pericolo, un angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe e gli suggerisce la scelta giusta da prendere.
Nelle piccole scene che si susseguono risalta il contrasto tra l’iniziativa del potere costituito, che mette in pericolo la vita del Bambino, e quella di Dio che si rivela in sogno a Giuseppe. Sembra un paradosso, ma, per quanto fragile, il sogno è sufficiente a Dio per sventare il disegno omicida di Erode e impedire che prevalga sul suo Piano di salvezza.
Così, la S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe si fa strada tra le minacce e i pericoli di questo mondo con la sola forza della Parola di Dio.
Nelle tappe che lo portano da Betlemme a Nazaret, Gesù rivive in poco tempo la lunga storia del suo popolo che si era rifugiato in Egitto a causa della carestia e ne era uscito più numeroso attraverso il cammino dell’esodo.
Anche Gesù trova riparo in Egitto e ne esce per portare a compimento tuta la storia che lo ha preceduto.
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