Gv 20, 19ss
Il giorno di Pasqua Gesù sembra impaziente di apparire ai discepoli, per offrire loro i frutti della sua risurrezione.
La sera di quel giorno viene nel Cenacolo, si ferma in mezzo ai discepoli e dona loro la sua pace e la sua gioia.
Sulla bocca di Gesù, Pace a voi non è un semplice saluto o un augurio: è il compimento di una promessa, il frutto della riconciliazione con Dio, operata sulla Croce.
Poi mostra ai discepoli le mani e il fianco, i segni che lo identificano come il Crocifisso, ed essi si rallegrano al vederlo: non è una gioia momentanea, perché, come la pace, è legata alla presenza duratura del Risorto.
Dopo aver ripetuto il saluto di pace, Gesù introduce la missione dei discepoli: Come il Padre ha mandato me, così anch’io mando voi.
La missione che Gesù ha ricevuto dal Padre continua, ma ora Egli ne rende partecipi i discepoli, perché, con l’assistenza dello Spirito santo, la proseguano in suo nome.
Con il potere e l’incarico ricevuto da Gesù, i discepoli devono renderlo presente nel mondo e continuare la sua opera salvifica.
Alla missione segue la comunicazione dello Spirito santo: Gesù alita su di loro e dice: Ricevete lo Spirito santo.
Il gesto di Gesù richiama quello del Creatore che, dopo aver formato l’uomo dalla polvere, soffiò nelle sue narici il respiro della vita e allora l’uomo divenne un essere vivente.
Alitando sui discepoli il suo stesso respiro, Gesù risorto comunica loro lo Spirito di cui è pieno e li rende partecipi della sua stessa vita di Risorto.
In questo gesto culmina tutta l’opera di Gesù, venuto a battezzare con lo Spirito santo. Nel dono dello Spirito santo culmina anche la relazione personale tra Gesù e i suoi discepoli, perché, ora che hanno ricevuto il suo Spirito, sono veramente suoi fratelli e possono chiamare Padre il Padre di Gesù.
Alla fine, Gesù trasmette ai discepoli il potere di rimettere i peccati, che specifica ancora meglio la missione a loro affidata: A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi.
Il pensiero va alle parole del Battista: Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!. Ora che l’Agnello di Dio è stato immolato sulla croce e ha dischiuso per tutti il dono della salvezza, i discepoli possono trasmetterlo a tutti attraverso il Battesimo e la Penitenza.
Il perdono dei peccati avviene per il sangue versato da Gesù sulla croce. Per questo il perdono dei peccati ad opera dei discepoli è la comunicazione della salvezza operata da Gesù.
Il potere trasmesso da Gesù alla chiesa, è la garanzia che la remissione dei peccati continuerà ad avvenire nella comunità.
Come Gesù prima di loro, i discepoli devono mettere gli uomini nella condizione di venire verso la Luce: alcuni arrivano alla Luce e ricevono il perdono. Chi, invece, si allontana dalla Luce rimane nel proprio peccato.
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