Gv 4, 1ss
Il Vangelo di questa domenica testimonia la straordinaria capacità dell’evangelista di attingere al materiale tradizionale e descrivere una scena in cui una donna riesce a sollevarsi dalle cose di questo mondo fino alla fede in Gesù.
Nonostante l’ostilità che caratterizzava i rapporti tra giudei e samaritani, Gesù non ha evitato il contatto con i samaritani, anzi: in Lc 9 rimprovera Giacomo e Giovanni per la loro reazione al rifiuto di un villaggio di samaritani di ospitarli; in Lc 10 racconta la parabola del buon samaritano; in Lc 17 apprezza la gratitudine del samaritano guarito dalla lebbra; in questo brano Gesù considera gli abitanti di Sicar come la primizia di un’imminente mietitura spirituale (cf. Gv 4,35).
Il dialogo tra Gesù e la samaritana si articola in due scene: la prima è incentrata sul tema dell’acqua viva, la seconda su quello dell’adorazione di Dio.
Quando la donna si burla di Lui, perché sembra in una situazione di disagio tale da indurlo a violare i costumi del tempo, Gesù le propone una sfida: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva.
A quel tempo espressioni quali acqua viva e dono di Dio erano usate per indicare la Legge di Dio. Gesù le usa per annunciare alla donna il dono della sua Parola e del suo Spirito.
Di fatto, dopo un fraintendimento, la donna arriva a chiedere a Gesù l’acqua viva di cui parla, anche se la considera a livello materiale: Signore, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua.
La domanda della donna consente a Gesù di continuare il dialogo e di guidarla a riconoscere chi Egli sia.
Quando Gesù mostra di conoscere la sua vita personale, la donna non si nasconde, ma comincia a pensare a livello spirituale e pone domande sull’adorazione di Dio. Gesù le spiega in che cosa consiste la vera adorazione di Dio e le si rivela come Messia.
Spostando l’attenzione dal luogo al modo dell’adorazione, Gesù le annuncia che l’adorazione all’interno del tempio sta per essere sostituita da quella nello Spirito e nella Verità.
Dio è spirito e può essere adorato nel modo giusto, cioè come Padre, solo da coloro che sono rigenerati dallo Spirito e accolgono la Verità rivelata da Gesù.
La donna ora è pronta a riconoscere Gesù come Messia e Gesù lo conferma.
Dopo aver riconosciuto Colui che le ha chiesto da bere, la donna lascia la brocca presso il pozzo, torna in città e dice alla gente: Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?.
Ha bevuto l’acqua viva della Parola di Dio, si è dissetata ed ora quest’acqua trabocca dal suo intimo verso i suoi concittadini.
Grazie alla sua testimonianza, gli abitanti di Sicar ospitano Gesù per due giorni, ma essi arrivano a credere che Egli è il Salvatore del mondo solo dopo per aver ascoltato la sua stessa Parola.
Si rinnova per loro l’esperienza della loro concittadina: hanno bevuto l’acqua viva della Parola di Dio, si sono dissetati ed ora, dal loro intimo, può zampillare un’acqua capace di dissetare anche altri.
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