Mt 11, 2ss
Quando Gesù ha iniziato la sua missione, Giovanni il Battista era già in carcere: Giovanni sa di Gesù solo quello che altri gli hanno riferito di Lui.
Ora, quello che Giovanni ha sentito dire sul conto di Gesù contraddice clamorosamente l’immagine che egli si era fatta del Messia e che aveva annunciato a Israele: Gesù non ha niente del Messia che realizza il giudizio finale del Signore tra il grano e la pula, tra quelli che si sono fatti battezzare nel Giordano e quelli che, invece, non si sono convertiti.
E poi Gesù non fa nulla per cambiare la sorte del suo Precursore che rimane chiuso nel carcere di Erode.
Da qui la crisi del profeta: Sei tu quello che deve venire o è un altro che aspettiamo?, che vuol dire: Sei tu il nuovo Mosè o Costui deve ancora venire?.
Lo dice a nome del popolo ma anche di se stesso.
Gesù rispetta il dubbio di Giovanni ed accetta di non essere considerato come il Messia da lui atteso.
Però invita i suoi interlocutori a interpretare le sue opere alla luce delle Scritture, non delle proprie attese: Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete.
Poi aggiunge la beatitudine della fede: E beato colui che no si scandalizza di me.
Per credere in Gesù, c’è uno scandalo da superare: Egli compie le Scritture in modo differente da come tutti potevamo immaginare, nell’umiltà e nella mitezza.
Al dubbio di Giovanni su Gesù corrisponde l’intima certezza di Gesù a proposito di Giovanni e del ruolo da lui ricoperto nel piano salvifico di Dio.
Per Gesù, Giovanni non è solo un profeta, ma più che un profeta: è l’angelo chiamato a guidare il popolo all’incontro con Dio (cf. Es 23), l’Elia redivivo inviato a preparare le vie del Signore verso il suo santuario (cf. Ml 3).
La testimonianza che Gesù rende a Giovanni culmina in un grande elogio: In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista.
Per Gesù, Giovanni è l’uomo più grande che sia mai esistito per la missione, che gli è stata affidata, di indicare a tutti la Persona di Cristo.
Eppure Gesù annuncia una grandezza nuova, maggiore di quella riconosciuta a Giovanni, una grandezza che può ricevere chiunque crede in Lui: Tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Accogliendo Gesù come Colui che deve venire, diverso da come lo aveva annunciato, anche Giovanni può ricevere questa grandezza nuova.
Il Vangelo non riferisce come Giovanni abbia reagito alle parole di Gesù: sappiamo però che ha accettato di scomparire nel buio di un carcere e di perdere la vita a causa di Colui che viene dopo di lui.
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