Gv 1, 1ss
Nel Vangelo di questa domenica risuona l’inno di lode, con cui la chiesa primitiva celebrava le meraviglie che il Verbo incarnato ha compiuto per lei.
Vivendo accanto a Gesù, gli apostoli hanno compreso che Gesù non è solo il Messaggero della Parola di Dio: era Egli stesso la Parola di Dio, il Verbo in persona, e che, attraverso la sua morte e risurrezione, è tornato al Padre da cui era venuto.
All’inizio pensavano che fosse il Cristo, l’atteso discendente di Davide. Dopo la sua risurrezione, hanno capito che era il Signore, distinto dal Padre eppure unito a Lui dal principio.
Così, alla luce della fede pasquale, la chiesa primitiva ha potuto riscrivere l’esordio della Genesi: In principio, prima ancora che Dio creasse il cielo e la terra, era il Verbo.
Il Verbo, con cui Dio ha creato tutte le cose, preesisteva alla stessa creazione in un rapporto di intimità e uguaglianza con Dio.
La vita che era in Lui era la luce degli uomini, nel senso che da sempre ha manifestato Dio sia nel creato sia nella storia degli uomini, nonostante la loro ostilità.
Alla luce della fede pasquale, la chiesa primitiva ha compreso che la luce che promanava dalla vita del Verbo non si è limitata a rispendere nel creato e nella coscienza degli uomini, ma è entrata nella storia: è venuta tra la sua gente e a quanti l’hanno accolta ha dato il potere di diventare figli di Dio, di essere generati direttamente da Dio.
E questa è la testimonianza di coloro che per primi sono diventati figli di Dio.
Il Verbo si è fatto carne. In Gesù di Nazaret abbiamo incontrato il Verbo di Dio in persona, divenuto un essere mortale come noi, per esercitare in pieno la sua funzione di Parola.
È venuto ad abitare in mezzo a noi. Dio non ha mantenuto le distanze: in Gesù di Nazaret abbiamo incontrato Dio stesso e contemplato la sua presenza piena di amore e di fedeltà.
Dalla sua pienezza abbiamo ricevuto grazia su grazia. Da Gesù abbiamo ricevuto la grazia della Verità dopo aver ricevuto da Mosè quella della Legge: un dono superiore a quello precedente, perché è venuto da Colui che non solo ha visto Dio, come Mosè sul Sinai, ma è presso Dio fin dal principio.
Dio nessuno lo ha mai visto: proprio il Figlio unigenito che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato. Nessuno poteva immaginare un Dio come ce lo ha raccontato Gesù! La testimonianza che Gesù ha reso di Dio agli uomini è la Rivelazione suprema di Dio, perché è la Rivelazione del Figlio Unigenito che ha visto e udito Dio di persona, perché unito a Lui da sempre.
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