II Domenica di Quaresima A

Mt 17, 1ss

 

Il Vangelo di questa domenica riferisce un fatto storico di cui sono stati testimoni i tre discepoli che hanno accompagnato Gesù sul monte. È evidente che l’evangelista abbia composto questa pagina, mutuando lo schema e le immagini dalla tradizione biblica delle teofanie (cf. Es 19) e delle visioni apocalittiche (cf. Dn 10).

 Sei giorni dopo l’annuncio della sua Passione, Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li conduce in alto, su un monte elevato, in privato: l’indicazione temporale sottolinea che la trasfigurazione è una conferma del misterioso annuncio di Gesù.

 Sul monte Gesù si trasfigura, cambia d’aspetto: il suo volto diventa radioso come il sole e le sue vesti bianche come la luce.

 A partire da questo momento, una serie di tre Ed ecco scandisce il racconto, presentando i fatti dal punto di vista dei testimoni.

Ed ecco appaiono loro Mosè ed Elia, rappresentanti della Legge e dei Profeti nonché mediatori della prima alleanza. Essi discorrono con Gesù di come Egli avrebbe portato a compimento le Promesse di Dio (cf. Lc 9, 31): è una prima conferma dell’annuncio della Passione.

Pietro si offre per fissare tre tende, una per Gesù, una per Mosè e una per Elia, quand’ecco appare una nube luminosa che avvolge i discepoli con la sua ombra, come la nuvola dell’Esodo copriva la tenda del Convegno (cf. Es 24,17).

 Ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo.

La voce, che riprende quella udita al momento del Battesimo, presenta Gesù come Messia (mio Figlio), come nuovo Isacco (diletto) e come Servo del Signore (nel quale mi sono compiaciuto).

L’invito ad ascoltarlo ricorda la consegna che Mosè aveva fatto a Israele: Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto (Dt 18, 15).

Troviamo qui una seconda conferma dell’annuncio della Passione: la necessità della Passione di Gesù è scritta nella Legge (Isacco) e nei Profeti (Servo del Signore).

 All’udire il messaggio della voce, i discepoli cadono con la faccia a terra (letteralmente: sulla loro faccia), avvinti da grande timore, fino all’intervento di Gesù che si avvicina, li tocca e dice loro: Alzatevi, non temete.

 Fino a questo momento, Pietro e gli altri non riuscivano a mettere insieme la sofferenza e la gloria del Messia. La Trasfigurazione li aiuta a capire che la realtà divina di Gesù, rappresentata dalla luce che lo riveste, è presente nella sua umanità e che niente potrà oscurarla, nemmeno l’ombra della Passione e della morte.

 Finita la visione, i discepoli scendono dal monte con la consegna divina di ascoltare Gesù, cioè di seguirlo fino alla fine del suo cammino.

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