Gv 1, 29ss
Nel Vangelo di questa domenica risuona la testimonianza che Giovanni Battista rende a Gesù di fronte a Israele.
Per il IV Vangelo, il Battista è soprattutto il testimone della Luce. Così, dopo aver risposto all’interrogatorio delle autorità religiose, il Battista incontra Gesù e lo indica a Israele come il Messia atteso.
Per due volte dice: Non lo conoscevo, ammettendo di non immaginare che il Messia fosse proprio Gesù, e spiega come ha fatto a riconoscerlo.
Affidandogli la sua importante missione, il Signore gli aveva rivelato: Colui sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.
Dietro la testimonianza del Battista c’è quindi Dio, sia come Colui che lo ha autorizzato sia come Colui che gli ha rivelato come riconoscere il Messia.
Nel momento in cui vede lo Spirito scendere e rimanere su Gesù, Giovanni esclama: Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!.
Con un’espressione fortemente evocativa, egli indica Gesù come il Servo del Signore, che porta il peso del peccato degli uomini, ma anche come il vero Agnello pasquale che si sarebbe immolato per la redenzione di tutti.
Il Battista parla di Gesù come di un uomo che gli è superiore: Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me.
Verosimilmente egli pensava che il Messia fosse il redivivo profeta Elia atteso per gli ultimi tempi dopo essere stato rapito da Dio in cielo, uno che è esistito realmente prima di lui.
Riferendo la rivelazione divina, il Battista confida: Chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.
Le parole dell’Inviante riassumono l’opera essenziale del Messia, che consiste nel rigenerare l’umanità con il dono dello Spirito santo.
Proprio perché lo Spirito riposa su di lui, il Messia può donarlo a sua volta agli uomini. Ma il Battista non poteva immaginare che questo sarebbe accaduto solo dopo la Morte e Risurrezione di Gesù, quando, nel suo corpo glorificato, sarebbe stato investito della potenza vivificante di Dio. Allora, come da una sorgente, l’acqua viva dello Spirito santo si sarebbe versata sul mondo.
Concludendo, Giovanni Batista riassume la sua testimonianza: E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio.
In queste parole si percepisce l’eco della voce celeste riportata dai Vangeli sinottici al momento del Battesimo di Gesù: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto (Mt 3, 17).
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