Lectio Battesimo del Signore

Mt 3, 17ss

Il Vangelo di questa domenica testimonia come le prime comunità cristiane consideravano il rapporto tra Gesù e Giovanni Battista e quale significato attribuivano al Battesimo di Gesù.

Matteo è l’unico evangelista che solleva il problema del Battesimo di Gesù e lo risolve in un dialogo previo tra i due protagonisti.

Quando Gesù si presenta da lui per farsi battezzare, Giovanni lo riconosce e cerca di impedirglielo: Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?.

Non accetta che il Messia-Giudice si sottometta al suo battesimo.

La risposta di Gesù è la prima parola che Egli pronuncia nel Vangelo di Matteo ed ha un valore programmatico: Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia.

Gesù è pronto a  fare tutta la volontà di Dio e invita Giovanni a fare altrettanto.

Conviene che Gesù venga battezzato da Giovanni, perché Dio vuole che Gesù si unisca ai peccatori che vogliono convertirsi, partecipi alla loro fede e alla loro speranza, si prenda cura di loro stando in mezzo a loro.

Giovanni intuisce il disegno della volontà di Dio e acconsente all’invito di Gesù: battezza con acqua Colui che è più forte e degno di lui, che viene dopo di lui per battezzare con lo Spirito santo e col fuoco.

 Ciò che accade dopo il battesimo esprime il significato che la prima comunità cristiana attribuiva al Battesimo di Gesù.

Gesù esce dall’acqua ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.

Lo Spirito santo scende su Gesù ed ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.

 Scendendo su Gesù al momento del Battesimo, lo Spirito santo lo investe della sua missione messianica e lo abilita a realizzarla secondo il cuore di Dio.

Nella voce che proviene dal cielo, la prima comunità cristiana reinterpreta un’antica profezia di Isaia 42 (Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio), associandola con un’espressione del Salmo 2 (Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato) e con una di Genesi 22 (Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami). In questo modo la voce celeste esprime la fede della chiesa, per cui Gesù è il Figlio diletto di Dio, il servo fedele in cui Dio si compiace.

Nella voce dal cielo la prima comunità cristiana esprime anche la coscienza che il sacramento del Battesimo la impegna davanti al Padre, nello Spirito, al seguito di Gesù.

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